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San Falcione

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SAN FALCIONE
Tra il IX e X secolo il modello ricorrente di chiesa rupestre è  quello di un’aula rettangolare o quadrata con pareti lisce  da cui si diparte l’area presbiteriale tramite due arcate  sorrette da un pilastro centrale.
A questo gruppo appartiene la chiesa rupestre di San  Canione, meglio nota come San Falcione, che quindi è tra  le chiese rupestri più antiche della murgia. Collocata in una piccola lama, è subito riconoscibile il muro perimetrale  che circonda tutto il complesso grottale, successivamente adibito ad ovile. Nella chiesa, il cui piano di calpestio risulta ribassato rispetto all’originale,  sono ancora visibili due affreschi di San Nicola, uno sul pilastro  di ingresso al santuario e l’altro sulla parete destra della chiesa.
Nella parete che ospita l’altare un tempo era leggibile l’affresco della  Presentazione di Gesù al Tempio. Un tempo erano ben visibili S. Giuseppe, la Madonna col Bambino, S. Simeone e la profetessa Anna che con una mano benediceva il Bambino e con l’altra reggeva un carteggio con la scritta in greco: “τοũτο Βρέφος τόν ουρανόν κάι τήν (γήν) εδημιουργήςε”, che vuol dire: “Questo Bambino creò il cielo e la terra”.

La chiesa era aperta al culto anticamente il 2 Febbraio, nel giorno della Candelora, per ricordare la “Presentazione di Gesù al Tempio”, nel quarantesimo giorno della sua nascita. I fedeli che giungevano numerosi ripetevano il rito dell’offerta delle candele alla divinità al termine di una processione con l’immagine di Maria e del Bambino.

E proprio il complesso di grotte e nicchie scavate che sono diffuse intorno alla chiesa costituiva una delle tante pecchiare diffuse sulla murgia, nei Sassi e nell’intero agro materano fino al XIX secolo, cioe’ un apiario. Nelle nicchie, al riparo della pioggia, dei venti freddi provenienti da nord e dell’eccessivo caldo estivo, venivano collocate le arnie costruite in pietra tufacea e legno di ferula. Tale attività era di enorme importanza sia per la produzione del miele che della cera utile alla realizzazione delle candele.

All’esterno della chiesa si rintracciano numerose tombe, altre potrebbero  essere al suo interno e sul pianoro sovrastante.